Un rapporto sulla sostenibilità è sia uno sguardo ai risultati raggiunti sia un piano per il futuro. Con questa pubblicazione desideriamo dire ai nostri clienti, al settore e alla classe politica: per noi, conveniente ed equo non si escludono a vicenda! Siamo consapevoli della nostra responsabilità lungo le catene di approvvigionamento globali e desideriamo gestire in modo trasparente i nostri successi e le nostre sfide. Siamo lieti di far parte, in questo progetto, di una rete forte, l’alleanza tessile intersettoriale. I membri imparano gli uni dagli altri e realizzano insieme i loro progetti ambiziosi.
Quali sono stati i temi principali degli ultimi tre anni, quali sono state le questioni che ci hanno impegnato, dalla direzione aziendale fino ai negozi, i veri e propri cuori del nostro lavoro?
La legge sulla catena di approvvigionamento è sulla bocca di tutti
Per individuare uno dei punti salienti del nostro lavoro in materia di CSR e dell’agenda politica generale non occorre guardare molto indietro: il dibattito sulle norme vincolanti relative agli obblighi di diligenza aziendale lungo la catena di approvvigionamento procede ancora a pieno ritmo. Governo, mondo economico e opinione pubblica sono in disaccordo sulla questione, ma noi abbiamo una posizione chiara: la volontarietà va bene, ma la certezza giuridica vincolante, preferibilmente a livello europeo, è meglio. Insieme a circa 40 altre aziende ci battiamo per una legge sulla catena di approvvigionamento che stabilisca finalmente linee guida significative per tutte le aziende in Germania e in Europa. Nella sua prefazione al nostro rapporto, la Commissaria per i diritti umani del Governo federale, la dott.ssa Bärbel Kofler, va dritta al punto: Una normativa sarebbe una «pietra miliare verso quel level-playing-field auspicato anche dalle aziende».
L’ambiente al centro dell’attenzione
Con la firma della Dichiarazione sul clima del commercio al dettaglio tedesco, KiK si è impegnata a rispettare gli obiettivi climatici di Parigi. Il fulcro della nostra gestione ambientale è quindi la riduzione delle nostre emissioni di CO₂ e dei rifiuti, nonché la tutela delle risorse naturali.
A differenza della maggior parte dei rivenditori di moda, KiK rinuncia, per motivi ambientali ed economici, a trasportare le proprie merci dall’Asia alla Germania via aerea. Puntiamo invece sul trasporto marittimo: i nostri prodotti provenienti dall’Asia vengono trasportati interamente tramite navi portacontainer. Negli ultimi tre anni abbiamo ottenuto risultati significativi nel risparmio delle risorse: oltre il 50% dei circa 2.600 negozi KiK è già stato dotato di un efficiente sistema di illuminazione a LED, consentendoci di risparmiare oltre 5.000 tonnellate di CO2. E dal 2019 utilizziamo cartoni certificati FSC per gli imballaggi di trasporto; un progetto pilota è ora in fase di estensione a tutta l’azienda. A partire dal 2020 inizieremo a installare impianti solari sui tetti delle fabbriche in Pakistan.
L’Accordo: «Il Bangladesh ha oggi l’industria dell’abbigliamento più sicura al mondo»
Dopo il crollo del complesso industriale Rana Plaza, oltre 200 aziende tessili e diversi sindacati del Bangladesh hanno firmato l’accordo sulla sicurezza antincendio e la sicurezza degli edifici in Bangladesh, in breve Accord. I firmatari si impegnano a segnalare le fabbriche dei propri fornitori e a farle ispezionare da esperti indipendenti in materia di sicurezza strutturale, antincendio e sicurezza elettrica. Nel corso degli ultimi sette anni, oltre 2.000 fabbriche tessili in Bangladesh sono così passate sotto la supervisione dell’Accord.
I risultati della collaborazione nell’ambito dell’Accord sono notevoli: a metà aprile 2019, l’alleanza ha comunicato che 150.000 carenze riscontrate, pari al 90% di tutti i rischi per la sicurezza individuati negli stabilimenti segnalati, sono state eliminate. Con oltre 25.000 ispezioni individuali effettuate, la maggior parte delle fabbriche dell’Accord è ora considerata sicura; circa 130 siti sono stati chiusi. Circa 1,7 milioni di lavoratori e lavoratrici hanno ricevuto formazione in materia di sicurezza sul lavoro e sono stati istituiti oltre 1.000 comitati di sicurezza indipendenti. Anche KiK è in linea con i tempi previsti per l’eliminazione delle carenze riscontrate nelle 125 fabbriche segnalate: Qui è stato ormai risolto quasi il 90% di tutte le carenze documentate. Nell’anno in corso l’Accord dovrà concludere il proprio lavoro; un’istituzione statale ne assumerà i compiti. Speriamo che i lavori e i processi avviati vengano portati avanti e che il dialogo sociale non si affievolisca, ma venga invece rafforzato.
KiK è attiva sul fronte della sicurezza non solo in Bangladesh; nel nostro programma interno di protezione degli edifici in Pakistan applichiamo quanto appreso dall’Accord in materia di sicurezza strutturale, elettrica, edilizia e sul lavoro. In 35 fabbriche abbiamo misurato i pilastri, calcolato le altezze e i pesi ammessi degli edifici, verificato le vie di fuga, rinnovato gli impianti elettrici, condotto esercitazioni antincendio e migliorato così la sicurezza in modo sostenibile. Il nostro CEO Patrick Zahn ha dichiarato: «L’iniziativa volta a migliorare la sicurezza degli edifici dimostra che prendiamo sul serio lo sviluppo dei nostri fornitori. Apprezziamo la qualità dei prodotti forniti e desideriamo dare il nostro contributo per rendere le condizioni più sicure.»
Il Piano d’azione nazionale per l’economia e i diritti umani (NAP)
KiK è una delle 30 aziende tedesche che partecipano al processo di monitoraggio volontario del NAP. Il NAP invita tutte le aziende tedesche con attività internazionali a «introdurre il processo di diligenza aziendale in materia di rispetto dei diritti umani in modo adeguato alle proprie dimensioni, al proprio settore e alla propria posizione nella catena di approvvigionamento e di valore». Il processo di monitoraggio offre al Ministero degli Affari Esteri, in qualità di ente responsabile, la possibilità di analizzare e adeguare la struttura e i meccanismi del NAP sulla base di processi e situazioni concrete. Come primo passo, nell’ambito della fase esplorativa di raccolta dati, KiK si è sottoposta a un’intervista e a un questionario, i cui risultati sono confluiti nell’Inception Report del Ministero degli Affari Esteri pubblicato nel settembre 2018. La raccolta dei dati negli anni 2019 e 2020 dovrebbe contribuire ad acquisire conoscenze scientificamente fondate sullo stato di attuazione del NAP.
A livello nazionale e internazionale in alleanze e iniziative
KiK è impegnata in Germania e a livello internazionale in numerose iniziative di settore e alleanze d’azione. In risposta al disastro industriale del Rana Plaza, dalla metà del 2015, in qualità di membro della Alleanza per il tessile sostenibile ci occupiamo di tematiche quali salari dignitosi presso i nostri fornitori, standard ambientali e di trattamento delle acque reflue, gestione delle sostanze chimiche e ampia trasparenza nella catena di approvvigionamento. Nel Tamil Nadu, nell’India meridionale, ci impegniamo a migliorare le condizioni di lavoro, in particolare delle donne e delle ragazze nell’industria tessile locale, attraverso l’istituzione di centri di reclamo e corsi sul diritto del lavoro. Inoltre, nell’ambito dell’iniziativa dell’Alleanza sulla gestione delle sostanze chimiche e dell’ambiente, sensibilizziamo i nostri fornitori sulle sostanze pericolose e sulle condizioni di produzione rispettose dell’ambiente.
Ma non solo a livello internazionale: anche qui da noi ci impegniamo per ridurre le disuguaglianze sociali. Attraverso la fondazione «Help and hope» sosteniamo i bambini svantaggiati della nostra regione, mentre doniamo regolarmente vestiti, scarpe, articoli per la casa e materiale scolastico al Malteser Hilfsdienst e alla Croce Rossa Tedesca (DRK). In qualità di membri dell’associazione „Gesicht Zeigen! e.V.“, ci schieriamo con decisione contro il razzismo, l’antisemitismo, il sessismo e qualsiasi forma di violenza di estrema destra.



